sabato 23 novembre 2013


Le Comete Encke e ISON registrate dalle sonde spaziali NASA-Stereo. 

LE AGENZIE SPAZZIALI MENTONO RIGUARDO AL NOSTRO FUTURO  SAREMO BOMBARDATI DA METEORE E COMETE.
Le Comete Encke e ISON registrate dalle sonde spaziali NASA-Stereo
Le immagini che vi mostriamo sono state registrate dalle sonde spaziali Stereo A e Stereo B che si trovano oltre il Sole, Le sonde riescono ad avere una visione totale dei pianeti del sistema solare interno, compresa la Terra.  Il 21 Novembre 2013 una delle due sonde riesce a documentare la Cometa ISON e Encke in viaggio verso il Sole e si possono notare benissimo i pianeti Mercurio e Terra. Tali immagini sono ad alta risoluzione prese dalla fotocamera della sonda NASA STEREO-A.
Cometa ISON entrata in scena STEREO con Encke il 21 novembre (Credit: Karl Battams / NASA / STEREO / CIOC)
La Cometa ISON entrata nel raggio di visione della sonda STEREO insieme alla cometa Encke – immagini del 21 novembre 2013 (Credit: Karl Battams / NASA / STEREO / CIOC)
Animazione di immagini STEREO-A acquisite il 20-21 novembre (Karl Battams / NASA / STEREO / CIOC)
Le “Nubi” scure provenienti da destra sono zone più dense nel vento solare, che causano increspature nella coda della cometa Encke. Utilizzando le code delle comete come traccianti, i ricercatori della NASA sono stati in grado di fornire dati importanti circa le condizioni del vento solare vicino al Sole.
La posizione dei veicoli spaziali della NASA STEREO A e B rispetto alla Terra e al Sole
La Cometa ISON fa la sua comparsa nella fotocamera ad alta risoluzione HI-1 della sonda STEREO-A. Le “nuvole” oscure provenienti da destra sono miglioramenti di densità nel vento solare, causando tutti increspature nella coda della cometa di Encke. La cosa più interessante è vedere la comparsa di alcune comete, che viaggiano verso l’interno del sistema solare, passando molto vicino al nostro pianetaCome detto sopra, la sonda STEREO-A si trova attualmente sull’altro lato del Sole, quindi sfrutta una geometria completamente diversa da quello che vediamo dalla Terra.

venerdì 22 novembre 2013


Nano-robot sono già introdotti nel corpo umano


Nano-robot sono già introdotti nel corpo umano
Nanorobot la cui dimensione è paragonabile alle dimensioni di una molecola, hanno funzioni di movimento, elaborazione e trasmissione, esecuzione di programmi, e in alcuni casi la possibilità di auto-replicazione.
Di questo ne ha parlato apertamente (sulla creazione di nanorobot) lo scienziato americano Eric Drexler Kim, che viene definito il “padre delle nanotecnologie”. Eric Drexler parla dell’idea di creare i nanorobot , nel suo libro “Engines of Creation.” Qui ha presentato un ipotetico scenario di recupero persone crioconservati.
Drexler ha partecipato nella ricerca NASA sugli insediamenti spaziali nel 1975 e nel 1976. Ha sviluppato pannelli solari ad alto rendimento basati sulle nanotecnologie, nonché coinvolto attivamente nella politica spaziale.
Nel 2010, sono stati presentati programmi e progetti che sono improntati sulla base di utilizzo di nanorobots interfacciati con DNA in grado di viaggiare nello spazio. E prima di allora era stata costantemente condotta una ricerca segreta nel settore. 
Per quale motivo sono stati utilizzati i nanobot? Secondo i dati ufficiali, possono fornire un aiuto prezioso in medicina. Si prevede che questi robot microscopici, verranno iniettate in alcuni paziente e agire come rete di comunicazioni wireless e altre attività su scala nanometrica.
Si sostiene che fino ad ora non sono mai stati usati nano-robot, ovvero nanobot testati negli esseri umani, ma negli ultimi 10-20 anni ci sono fatti che provano che nanobot sono già nel corpo di molte persone in tutto il mondo e a volte fuoriescono dalla pelle di una persona, oppure  distruggendo le cellule umane interne e violare tutti i sistemi vitali del corpo.
Diversi ricercatori volontari in questo settore, hanno confrontato le foto di alcuni nanorobot presentati in riviste scientifiche e le fotografie di nanobot estratti dai corpi delle persone. Le immagini sono riportati di seguito.
la foto di un nanorobot estratto dal corpo di un americano che ha trascorso 13 anni a guardare il modo in cui il suo corpo veniva gradualmente distrutto da incomprensibili creature.

Foto di nanorobot tratte dalla rivista scientifica «Advanced Materials».
Domanda: dove sono finiti i nanorobot nel corpo umano identici a quelli presentati in una rivista scientifica? E la cosa peggiore è che le persone che vengono sottoposte ad esperimenti con iniezione di nanobot nel corpo umano, stanno diventando sempre di più in tutto il mondo. Scienziati e medici che stanno cercando di fare ricerca nel campo dei Nano-Robot, muoiono in circostanze misteriose. L’unica cosa che sono stati in grado di imparare alcuni medici attraverso le analisi di questi nanorobot trovati nei corpi degli uomini, è che essi sono composti principalmente di silicio e che questi sono capaci di attrarre una miriade di altri agenti patogeni.


Correlazioni tra Nano Robot e la sindrome di Morgellons
Morgellons è una misteriosa malattia che si presenta, generalmente, con disturbi di tipo cutaneo: prurito, sensazione di punture di spillo, fitte improvvise e dolenti, piaghe, eruzioni cutanee permanenti e soprattutto strane fibre filamentose sulla superficie della pelle che, in taluni casi, fuoriescono spontaneamente.  Molti dei pazienti affetti dal morbo provano una strana sensazione di bruciore diffusa su tutto il corpo, altri parlano di “insetti” che corrono appena sotto la superficie della pelle. Altri, ancora, lamentano dolori muscolo-scheletrici ed una sensazione di affaticamento generale.
Dunque, una sintomatologia complessa e ambigua, tanto da far pensare ad una malattia immaginaria, conseguenza di gravi disturbi di natura psicologica. Infatti, la sindrome sembra avere effetti notevoli sull’emotività e sulla cognizione dei pazienti. Tuttavia, questi effetti potrebbero essere considerati contemporaneamente causa e conseguenza di Morgellons. La prova concreta che smantella l’ipotesi psicologica viene dalla presenza reale e non fittizia di strane fibre filamentose che fuoriescono dalla cute, molto simili alle fibre di polietilene e granuli neri. Il tutto è reso ancor più strano dal colore delle fibre: Blu.
La sindrome di Morgellons è un mistero, un’incognita che la Scienza non riesce tuttora a spiegare: è un morbo particolare, raro, estremamente ambiguo ed incomprensibile.

Bollato per anni dalla comunità scientifica come una patologia psichiatrica, il Morbo di Morgellons è ora oggetto di studio da parte dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l’organo statunitense di ricerca e prevenzione della malattie.
Lo studio, condotto in collaborazione con la divisione di ricerca del consorzio medico “Kaiser Permanente” della California del nord, va a colmare anni di fenomeni di autoaggregazione spontanea di persone colpite dagli stessi sintomi.  La maggior parte dei pazienti, liquidati come matti e accusati di procurarsi da soli le lesioni, si è riunita dal 2002 in una fondazione, la Morgellons Research Foundation, creata da Mary Leitao, che ha anche coniato il nome del morbo su una patologia simile descritta nel 1600.
Il sito della fondazione www.morgellons.org, aperto a tutti coloro che vivono un’ esperienza di Morgellons, conta più di 11.000 iscritti, la maggior parte abitanti in California, Texas e Florida: tutti riportano strani fenomeni della pelle come forte prurito, granuli catramosi e filamenti bluastri, rossi e traslucidi che emergerebbero dalle lesioni.  La statunitense Mary Leitao è stata la prima a trattare il caso. La donna infatti, nel 2001 osservò strani comportamenti nel figlio di 2 anni che cominciò a mostrare piccole piaghe sotto un labbro e avvertendo la presenza di inquietanti insetti che glieli avrebbero causate. La Leitao, ex tecnico di laboratorio, esaminò le piaghe al microscopio, dichiarando la presenza di fibre di vario colore.
È stata proprio lei a codificarne la sintomatologia e a battezzare il morbo con il nome di uno studio risalente al diciassettesimo secolo, in cui si faceva riferimento a un bambino francese affetto dagli stessi disturbi.  Nel sito la signora Leitao descriveva minuziosamente gli inquietanti sintomi della misteriosa malattia e alla fine la comunità medica la accusò di aver costruito una messa in scena. Ma alla intraprendente signora giunsero ben settemila mail di persone che accusavano gli stessi sintomi, dichiarandosi anch’essi malati di Morgellons.
Come riporta il resoconto di agenziastampaitalia.it, una tra le poche persone che hanno esaminato scientificamente il morbo di Moregellons è Randy Wymore, un neuro scienziato del Center for Health Science dell’Università di Oklahoma (sul sito dell’Università è possibile leggere la “sintomatologia ufficiale”). Wymore ha ricevuto da diverse persone dei campioni di fibra fuori uscite dalla loro pelle.
Anche se i campioni presentavano una certa somiglianza tra loro, secondo il parere del neuro scienziato queste non erano paragonabili a nessun’altra fibra sintetica o naturale conosciuta. Wymore, inoltre, chiese alla squadra di polizia forense “Tulsa” di esaminarle.  La squadra ha identificato le strutture chimiche delle fibre e le ha confrontate con la loro banca dati costituita da ben 800 campioni. Le fibre in questione non coincidevano con nessuna di quelle del database, pertanto si è ricorsi alla cromatografia gassosa per compararle con 90.000 composti organici. Anche in questo caso, le fibre non hanno dato riscontri tali da poter coincidere con i composti.
La squadra di polizia è giunta pertanto alla conclusione che le fibre sono “ignote”, fatte di elementi sconosciuti e non certo provenienti da vestiti a stretto contatto con le croste di ferite. Le fibre, infatti, bruciate a 700 gradi, si sono annerite ma non distrutte.
Wymore chiese anche al capo reparto di pediatria dell’ospedale universitario di Oklahoma, Rhonda Casey, di osservare alcuni pazienti. Eseguendo la biopsia delle superfici della pelle lesionate nonché di quelle sane, usando un dermatoscopio, la dottoressa Casey è stata in grado di osservare le fibre sotto la pelle dei malati e di ritrovarle unite sia ai tessuti sani sia a quelli danneggiati, identificando, tra l’altro, la varietà di colori di tali filamenti.
Oltre a ciò, la stessa dottoressa ha riferito il caso di una giovane ragazza con una lesione sulla gamba dalla quale spuntavano fibre nere, confermando l’impossibilità, da una parte della giovane, di essersi cagionata ella stessa una ferita simile. Questi sono alcuni dei casi riscontrati (il maggior numero dei malati è negli Stati Uniti) ma, anche nella nostra nazione, ci sono stati diversi casi che gli esperti riconducono alla Sindrome di Morgellons.

 Scie chimiche sotto accusa
E’ possibile individuare un collegamento tra le controverse scie chimiche e ciò che esse contengono e il morbo di Morgellons? Nuovi studi e analisi di laboratorio hanno consentito di accertare che il morbo è collegato alla presenza nell’organismo di frammenti costituiti da silicone e da fibre di polietilene dei malati. Il polietilene è usato normalmente nell’industria delle fibre ottiche.
A queste conclusioni è giunta la dottoressa Hildegarde Staninger, tossicologa, nell’ottobre del 2006. La ricercatrice precisa che tali materiali sono usati dall’industria delle nano biotecnologie per incapsulare i virus. Questo potrebbe essere l’anello di congiunzione che fa pensare che ciò che cade in cielo e ciò che troviamo in alcuni pazienti trova una corrispondenza chiara ed inequivocabile.
[Uno studio assurdo per giustificare le Scie Chimiche]
I ricercatori hanno raccolto prove che le scie chimiche contengono non solo germi, ma anche metalli, cellule di sangue, sedativi, sostanze cristalline, sali di bario, e un tipo di fibra di polietilene e silicio (quella di cui parla la Dottoresa Staninger) che si fonde solo oltre i mille gradi F° e altre sostanze tossiche per l’organismo.
Per non parlare di elementi chimici radioattivi e tossici per la salute di tutto il pianeta. Il Morgellons è forse un effetto collaterale di una sperimentazione di massa? Vogliono stordirci? Alterare la nostra fisiologia rendendoci automi che vengono comandati a distanza? Se è così, allora è proprio vero (per quanto non sia una consolazione) che, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
Allo stesso modo coloro che, vogliono comandare e soggiogare la popolazione umana non hanno pensato al fatto che il nostro corpo espelle prima o poi tutto ciò che non è organico? O forse (e sarebbe più grave) sanno che noi umani siamo bravi a guardare il dito e non la Luna? In questo caso basterebbe,in realtà, guardare il cielo.

lunedì 18 novembre 2013


Il pianeta Terra non sarà in grado di uscire dalla crisi ecologica

Il pianeta Terra non sarà in grado di uscire dalla crisi ecologica
Il pianeta non sarà in grado di uscire dalla crisi ecologica e quindi sarà inevitabilmente la fine. Siamo ormai entrati nel “punto di non ritorno”. Questa è la conclusione tratta dai ricercatori che hanno discusso dei problemi dell’ambiente al 4 ° Internazionale Ecoforum “Il cambiamento climatico e l’ambiente della città industriale”, che si è concluso oggi a Chelyabinsk.

Gli esperti stimano che ogni anno l’umanità accumula oltre 140 miliardi di tonnellate di rifiuti e questa immondizia sta distruggendo l’habitat del Pianeta Terra. Il danno che viene applicato all’ambiente equivale a più di 2 miliardi di dollari l’anno, e questo importo è in crescita ancora e più veloce rispetto al prodotto lordo mondiale.
Al fine di salvare il pianeta ora, vi è urgente bisogno di circa 1,5 trilioni di dollari. Il professor Boris Krasutski è sicuro che la situazione è tragica, quindi, allo stato attuale è  impossibile uscire dalla crisi ecologica con uno stanziamento del genere, dato che richiederebbe tempi lunghi per trovare i soldi necessari. Quindi le previsioni, che sono state presentate da alcuni studiosi, suggeriscono scenari per il futuro del pianeta molto tragici. Il progetto più ottimista, prevede uno scenario dove il degrado ambientale sarà ad un fattore 2 e del 10%  (fase critica) entro il 2030. Quanto resta del nostro pianeta dipende da noi, da tutta l’umanità, e tutti insieme possiamo aiutare la Terra a sopravvivere il più a lungo possibile, soprattutto per il bene e il futuro dei nostri figli. Forse qualcuno si è dimenticato che la Terra non appartiene all’essere Umano, ma è l’Umano ad appartenere alla Terra. Siamo solo ospiti!

venerdì 15 novembre 2013


La Cometa ISON mette il turbo e diventa sempre più luminosa. In arrivo altre tre comete dalla Nube di Oort


La Cometa ISON mette il turbo e diventa sempre più luminosa. In arrivo altre tre comete dalla Nube di Oort
Questo mese ben quattro comete si avvicinano al perielio (il punto di minima distanza dal Sole) e saranno visibili tutte contemporaneamente.  Mentre la Cometa ISON prosegue il suo percorso, la NASA comunica che la stessa Ison sembra aver messo il turbo, aumentando la sua velocità e aumentando la sua luminosità.
Un evento celeste di eccezionale rarità andrà in scena questo mese, come è araro che quattro comete saranno infatti visibili contemporaneamente nel cielo, avvicinandosi al nostro pianeta ma senza rischio di collisione.  Si potranno vedere da metà novembre guardando a est poco prima dell’alba. Ecco quali sono e i consigli per osservarle: non perdetevi questo irripetibile spettacolo, armatevi di binocolo, puntate la sveglia prima del sorgere del sole e godetevi o spettacolo.
Come scrive l’ANSA, la cometa Ison era stata accusata di essere la delusione del secolo: nelle ultime 24 ore ha infatti aumentato bruscamente la sua luminosità e di questo passo potrebbe diventare visibile a occhio nudo già entro sabato 15 o domenica 16 novembre. Gli esperti della Nasa però non si sbilanciano: riconoscono che la cometa ha messo il ‘turbo’ nelle ultime ore, ma non sono ancora in grado di prevedere se questo possa essere un segnale positivo o funesto.
QUALCOSA DI ANOMALO SPINGE LE COMETE, ASTEROIDI E METEORE VERSO LA PARTE INTERNA DEL NOSTRO SISTEMA PLANETARIO
Un’enorme forza gravitazionale invisibile proveniente dallo Spazio profondo si sta avvicinando al nostro Sistema Solare e sta decisamente deviando le rotte deelle comete e corpi rocciosi spaziali spingendoli verso la parte interna del nostro sistema planetario.
L’arrivo delle quattro Comete, non  è più un  caso e il 2013 era definito l’anno delle comete, ma tutto ciò che succede non è un caso e non si tratta di casi isolati o coincidenze, il quadro della situazione sembra essere più chiaro che mai: una stella o un sistema planetario gemello al nostro,  in cui orbitano pianeti come Planet X Nibiru, stanno trascinando dietro sé un’infinita scia di frammenti di ogni tipo, asteroidi, comete, meteoriti e molti di questi frammenti vengono scagliati nello Spazio circostante in direzioni imprecisate.
Il crop circle di Santena, apparso il 17 Giugno 2012, mostrava chiaramente cosa stava per accadere nell’imminente futuro. La posizione dei pianeti del nostro sistema impressi in questo pittogramma indicano (come anche nel crop circle di Avebury Manor del 2008) la data del 23 Dicembre 2012, un evidente passaggio fondamentale riguardante gli eventi futuri. Un dono di matrice extraterrestre che sottolinea l’intensificarsi di corpi rocciosi spaziali tra le orbite più interne del Sistema Solare. Un pianeta, con una precisa orbita, viene qui rappresentato come il diretto colpevole di queste piogge meteoriche in aumento…anche nell’atmosfera terrestre.

E’ il caso di dirlo a gran voce: Troppi! Cominciano ad essere davvero troppi gli asteroidi, le comete che sfiorano il nostro pianeta. Alcune di queste grandi rocce spaziali vengono addirittura scoperte (meglio dire..rese pubbliche) pochi giorni prima del loro arrivo, come se nulla fosse. Come scritto sul quotidiano Panorama, ecco l’elenco delle comete che tra poco possiamo vedere ad occhio nudo o con il binocolo:
C/2012 S1 Ison
Forse non sarà la cometa del secolo, come acclamato dalla sua scoperta nel 2012 fino a qualche mese fa, ma la Ison comincia a diventare visibile sui nostri cieli. Di lei si è detto di tutto e di più: avrebbe dovuto brillare più della Luna piena, ma ancora appare poco luminosa, ben al di sotto delle aspettative. Però si può già osservare con un binocolo (è di magnitudine 8, cioè al limite della visibilità a occhio nudo) proprio sotto la costellazione della Vergine. Il 17 e 18 Novembre si troverà prospetticamente vicinissima a Spica, la stella più brillante della costellazione. Tenete d’occhio questa stella e la individuerete facilmente nel cielo. Appare di colore verdognolo e mostra anche una discreta chioma. Però, solo dopo il passaggio intorno al Sole, il 29 novembre, se non sarà disintegrata dalle sue forze mareali e dal calore, si potrà forse guardare anche senza strumenti.
 4-comets
C/2013 R1 Lovejoy
Molto più brillante della Ison, in tutti i sensi, la C/2013 Lovejoy è già visibile a occhio nudo (ma in luoghi particolarmente bui) vicino alla costellazione del Cancro. Attenzione a non confonderla con quella macchiolina lattiginosa al centro della costellazione, che è invece l’ammasso stellare del Presepe (M44) i cui singoli astri sono risolvibili con un binocolo. Il suo cammino sulla volta celeste proseguirà attraversando la testa del Leone (13 e 14 novembre) dirigendosi quindi verso l’Orsa Maggiore (dal 19 in avanti).
lovejoy-2
Scoperta appena il 7 settembre 2013 dall’astrofilo australiano Terry Lovejoy con il suo telescopio amatoriale, è la più luminosa del quartetto: attualmente è di magnitudine 6 ma si prevede che durante il punto di massima vicinanza alla Terra (il 19 novembre a sessanta milioni di chilometri) diventerà ancora più brillante, raggiungendo la magnitudine 5, valore paragonabile quasi alle stelle del Grande Carro. Tre giorni prima di Natale passerà alla minima distanza dal Sole (perielio) a circa centoventi milioni di chilometri.

lovejoy-1
2P/Encke
E poi c’è la Enche, una “vecchia conoscenza”. Infatti è nota già da un paio di secoli e vanta un primato particolare: è la cometa col più breve periodo orbitale. Gira intorno al Sole ogni tre anni e mezzo circa e anche se il suo nucleo è grande quasi cinque chilometri, riflette meno del cinque per cento della luce solare, ma durante il passaggio al perielio di novembre sarà intorno alla settima magnitudine. Si vedrà molto bassa sull’orizzonte, attraversando anch’essa la costellazione della Vergine, e dal 19 al 20 del mese, sempre a causa della prospettiva ottica, sarà praticamente “incollata” a Mercurio, quindi non difficile da localizzare.

C/2012 X1 LINEAR
Nome e numero sono omonimi dell’osservatorio e dell’anno della sua scoperta. È la meno luminosa del gruppo e per vederla ci vuole proprio il binocolo. Anzi, non si sarebbe nemmeno dovuta vedere così brillante, se non fosse che qualche mese fa, forse a causa dell’avvicinamento al calore solare, è avvenuto un fenomeno particolare: il suo nucleo è parzialmente esploso, eruttando polveri e gas che, illuminati dalla luce del Sole, ne hanno incrementato lo splendore. Adesso è duecentocinquanta volte più luminosa del previsto, sebbene sia solo di magnitudine 8,5 (la magnitudine è una misura della luminosità ma su scala logaritmica). Il punto di riferimento per osservarla è Arturo, la stella più brillante della costellazione del Boote con la quale si troverà in congiunzione dal 15 al 18 novembre.
linear-2
Nella cartina sono segnati i rispettivi percorsi con le date significative per ciascuna cometa: in rosa la Ison, in giallo la Lovejoy, in verde la Linear e infine in rosso la Encke.
Quattro comete nel cielo di novembre
Come scrive il ricercatore Dan Keying, qualcosa sta accadendo nello Spazio a poca distanza dal nostro pianeta. Una forza gravitazionale sta perturbando l’intero Sistema Solare e si nasconde tra le oscure regioni del cosmo, spostando comete e asteroidi che sono un vero pericolo per la Terra. La più grande delle “Avanguardie” appartenenti alla stella compagna binaria del Sole si sta sempre più avvicinando a noi. Forse un giorno non troppo lontano vedremo apparire una “seconda Luna dal colore Blu intenso”. Quel giorno sapremo che il Pianeta X è arrivato.

mercoledì 13 novembre 2013


Edward Snowden: “la Monsanto collusa con il governo USA per creare le Scie Chimiche”

Edward Snowden: “la Monsanto collusa con il governo USA per creare le Scie Chimiche”
Conoscete già Snowden, colui che ha svelato i retroscena, nonchè i segreti di sorveglianza del governo attraverso la NSA e la CIA. Ma Snowden ha rilasciato un’altra bomba di informazioni che riguardano le scie chimiche ed i sospetti della ‘cospirazione’ di un programma di eugenetica.
Secondo Snowden, scie chimiche sono parte di un programma ‘benevolo’ per fermare il riscaldamento globale. Grazie alla collaborazione con i produttori di carburante per jet militari e aerei commerciali, il governo è in grado di portare avanti un programma che vede l’irrorazione di sostanze chimiche nei cieli di tutto il mondo.
Ma ecco il più grande shock! Con la collaborazione della Monsanto, è stato istituito un laboratorio segreto di geo-ingegneria, conosciuto dagli addetti ai lavori come il ‘gioiello’ o Muad’Dib. Questo laboratorio è operativo dal 1960, ed è stato nascosto al popolo per tutti questi anni.
Il cambiamento climatico è una grande minaccia per l’agricoltura mondiale, ma questo è parte di un’altra campagna diffamatoria per nascondere le verità più profonde di quello che le scie chimiche stanno facendo a tutti noi. Non vi è dubbio che la Monsanto è capace di una cosa del genere, ma questa è solo un tentativo del governo di affrontare quello che sta diventando estremamente chiaro a più persone – che i nostri cieli sono pieni di sentieri velenosi e che non sono semplici scie di condensazione.
Snowden ha inoltre dichiarato:
Sto solo rivelando a tutti che su  questo programma non vi è alcuna supervisione della comunità scientifica, nessuna discussione pubblica è stata fatta, quindi risulta di scarso interesse per gli effetti collaterali che sono ben noti solo a pochi privilegiati, interessati a continuare il programma di scie chimiche pluridecennale tenuto in segreto“.
Snowden ha anche dichiarato che il programma Maud’Dib è stato impostato per andare avanti a tutti i costi, anche se questo significava accelerare la desertificazione in Africa o diffondere sostanze cancerogene ad innumerevoli persone in zone popolate.
Gli scienziati hanno predetto anche molti degli effetti collaterali che stiamo vedendo adesso, tra siccità in Amazzonia e tempeste di vento in tutta la East Coast. Snowden ha condiviso alcuni dei documenti top secret,  attraverso il sito internet Chronicle, dove viene pubblicato anche un suo possibile (presunto) suicidio.
I nomi degli scienziati coinvolti con il programma Maud’Dib, non sono stati resi noti al fine di impedire loro di essere presi  di mira dai governi o dal controspionaggio estero. Secondo Snowden, se le scie chimiche verranno fermate, gli scienziati che lavorano dietro il programma, credono che il nostro clima andrebbe fuori controllo. Ma sappiamo bene che tutte queste sono palesi bugie.
Ora sta a tutti i lettori decidere se o no credere alla storia di Snowden. Le  scie chimiche vengono irrorate anche da aerei commerciali che girano in tutto il mondo, dato che tali sostanze venogono immesse come «additivi» nei serbatoi di cherosene, per poi essere rilasciati in paesi come l’Australia, Stati Uniti l’Europa e Asia.

lunedì 11 novembre 2013


La Sindone del Crop Circles di Wickham Green

La Sindone del Crop Circles di Wickham Green
Mentre le polemiche sull’origine del fenomeno cerchi nel grano continuano, a oltre trentacinque anni dalla sua comparsa ufficiale nell’era dei mass-media, i campi di cereali inglesi continuano a presentare l’assoluta meraviglia artistica di una mente che sembra avere deciso, anno dopo anno, di svelare se stessa attraverso i simboli impressi nelle coltivazioni. In effetti, nella sua complessità la stagione 2010 dei cerchi nel grano, pur esprimendosi con una qualità artistica nella media delle precedenti, ha avuto un picco notevole nella doppia formazione di Wickham Green del 30 luglio. Si tratta dell’orami nota stilizzazione in cerchi di un volto, che sembra essere stato diviso in due metà non perfettamente corrispondenti ma comunque speculari e complementari, che sono state chiamate Wickham Green nord (la metà sinistra del volto) e Wickham Green sud (la metà destra). I due “cerchi” apparsi in una sola notte in campi attigui sono immediatamente stati considerati dalla comunità internazionale di ricercatori come una versione stilizzata del volto della Sindone.
Anche chi scrive ha pubblicato il 31 luglio, nel proprio blog, la notizia in questi termini: «Stamane ho avuto notizia dell’apparizione di un’immagine nei campi del Wiltshire, Inghilterra. In realtà si tratta di due formazioni gemelle nel medesimo campo (inframezzato da una doppia carreggiata autostradale) tra il 29 e il 30 luglio. Nessun commento ufficiale, assoluto silenzio sul significato. Ci ho lavorato su. L’immagine mi si è aperta letteralmente davanti agli occhi. È l’Uomo della Sindone, il suo Volto. Il fatto che vi sia una formazione gemella nello stesso campo pone il discorso del gemello spirituale, l’uomo di carne e l’Uomo di Spirito, il corpo e la sua parte gloriosa. Gesù e Giovanni o anche Gesù e Tommaso». Affianco all’immagine di una delle due formazioni avevo posto a confronto il Volto della Sindone. Non ero stato l’unico. La stilizzazione di quel volto era troppo evidente perchè passasse inosservata e, praticamente in contemporanea, l’intera comunità internazionale di ricercatori ha associato la doppia formazione di Wickham Green alla Sindone.

Le analisi
I grafici relativi alle due formazioni hanno portato i ricercatori ad unire ciò che prima era separato e le due metà, grazie alla diffusione di Photoshop e dei programmi di ritocco fotografico, sono state sovrapposte per fornire quella che tutti hanno considerato l’immagine completa della formazione di Wickham Green. Il volto dell’Uomo della Sindone è stato per la maggioranza dei ricercatori la chiave e soluzione al pittogramma ma c’è stato anche chi ha associato l’immagine alla Gioconda, alla Sfinge marziana, a visi di umanoidi alieni di tipo nordico e persino di grigi dalla lunga capigliatura. Ovviamente si tratta di cattive elaborazioni che hanno portato a fuorvianti conclusioni e la prima impressione offerta, la Sindone, a nostro parere, è quella che esprime esattamente l’identikit di colui che è celato in questa formazione.
Ho voluto cimentarmi anch’io nell’elaborazione del volto di Wickham Green e durante questa operazione mi sono reso conto che quanto era stato presentato da altri ricercatori non era propriamente accurato. Gli schemi delle due formazioni erano state semplicemente sovrapposti facendo sì che le 16 linee e i cerchi allineati su di esse corrispondessero perfettamente in modo tale da generare l’immagine. Questo faceva sì emergere un viso di tipo cristico, ma a mio parere esso è mancante delle giuste proprozioni dei lineamenti della Sindone oltre ad essere privo di tridimensionalità. Normalmente questo tipo di immagini vanno osservate da una certa distanza in modo tale da far emergere l’insieme in esso rappresentato e in questo modo l’immagine non era propriamente coerente e presentava un insieme troppo confuso a livello della bocca. Ho quindi pensato che per ottenere l’immagine celata nella formazione fosse necessario un ulteriore passo perchè sembrava proprio che l’intelligenza celata nel fenomeno richiedesse uno sforzo interpretativo più profondo.
Ho quindi sovrapposto le due metà lasciando che una delle due avesse una trasparenza del 50%. In questo modo avrei potuto, pur senza snaturare l’immagine, ottenere una maggiore profondità simile a una sorta di tridimensionlità creata dalla differenza tra il nero e il grigio. Nonostante ciò, il risultato non era soddisfaciente, l’immagine era ancora troppo confusa e poco proporzionata così ho intuito che le linee dove giacevano i cerchi non andavano sovrapposte completamente, ma leggermente sfasate in modo da ottenere un cerchio dotato non più di 16 linee ma 17, pur mantenendo una perfetta simmetria tra parte destra e sinistra. In quell modo ho ottenuto un risultato più proporzionato a quello di un viso umano. Ho quindo usato su questo risultato due ulteriori filtri, senza però modificare alcun parametro dell’immagine.
Il primo è una texture a mosaico (patchwork) che ha eliminato i rumori di fondo e che ha reso il tutto simile ad un’immagine a pixel. Il risultato è stato sorprendente a prima vista, un viso umano simile alla Sindone sembrava già emergere da quell’elaborazione, ancor di più se lo si osservava da una certa distanza. Mancava solo l’ultimo passo, trasformare l’immagine a mosaico in qualcosa di più morbido, di più vicino alla realtà. Dunque ho applicato all’elaborazione a mosaico il filtro “artistico acquerello” in modo tale offrire tale morbidezza, senza però, anche in questo caso, variare alcun parametro dell’immagine.
Lascio a voi giudicare il risultato. Sono rimasto sbalordito nel vedere emergere l’immagine del Volto della Sindone nella sua quasi perfetta corrispondenza con la sacra reliquia. Si riconoscono chiaramente le linee del lungo naso, una delle caratteristiche principali del Volto sindonico. Come prova di controllo ho dapprima sovrapposto il mio risultato con l’immagine sindonica e, successivamente, con l’immagine realistica del volto dell’uomo della Sindone che la NASA realizzò nel 1978, partendo dal negativo del viso sindonico. La corrispondenza è schiacciante e assolutamente indubbia. Nella sovrapposizione con la Sindone corrispondono persino le volute della capigliatura. A questo punto ogni dubbio è diradato e non c’è dubbio che l’intelligenza che ha creato questa doppia formazione ha anche elaborato la più incredibile delle opere, forse la più complessa e bella in assoluto in 35 anni di fenomeno. Alla faccia dei falsari.